Il contatto con l’altro: interazioni sociali tra i futuri neonati durante la gravidanza

Buongiorno a tutti! Il contributo di oggi vuole affrontare il tema dell’interazione sociale tra i feti già durante il periodo della gravidanza.Le interazioni uno-a-uno sono la culla della cognizione sociale. La letteratura ha dimostrato che i bambini non sviluppano la comprensione sociale semplicemente osservando le altre persone, ma anche impegnandosi in scambi reciproci con gli altri. Si pensi che già a poche ore dopo la nascita i neonati hanno dimostrato di essere pronti per l’interazione sociale! Sulla base di questa evidenza il quesito su cui oggi porremo l’attenzione è il seguente: la propensione ad interagire con gli altri è dimostrabile anche prima della nascita? Per rispondere a tale domanda sono stati svolti studi sulle gravidanze gemellari che offrono un’opportunità unica per indagare l’ipotesi del pre-cablaggio sociale.  Sebbene il contatto tra gemelli sia stato dimostrato a partire dall’11a settimana di gestazione (Sasaki et al., 2010), pochi studi hanno indagato la questione cruciale se i feti gemelli pianifichino ed eseguano movimenti diretti l’uno verso l’altro. Mentre è conoscenza consolidata che avvenga il contatto tra gemelli, poco si sa dell’organizzazione dei movimenti che portano i gemelli a tale contatto. Il comportamento motorio dei feti è stato tradizionalmente descritto in termini di riflessi piuttosto che di azioni. Contrariamente all’ipotesi che i feti mostrino solo riflessi, Zoia e colleghi hanno dimostrato l’adattamento cinematico alle proprietà somato-sensoriali del bersaglio in feti singoli di 22 settimane. I risultati hanno evidenziato che le caratteristiche spaziali e temporali dei movimenti fetali non sono affatto scoordinate, ma dipendono dall’obiettivo dei diversi atti motori, suggerendo un livello sorprendentemente avanzato di pianificazione motoria.

In base a tali risultati si è avanzata l’ipotesi secondo la quale, se i feti pianificano i movimenti verso il co-gemello, ci si potrebbe aspettare uno schema cinematico specifico correlato all’obiettivo sociale finale del movimento. In particolare, se il contatto inter-gemello riflette la pianificazione motoria, si può supporre che ci siano differenze nella cinematica tra i movimenti diretti verso il co-gemello e quelli rivolti verso il proprio corpo o la parete uterina. Sulla base di tali ipotesi Castiello e colleghi (2010) hanno studiato la cinematica del movimento in cinque coppie di feti gemelli. I movimenti del braccio sono stati studiati utilizzando l’ecografia quadridimensionale (4D-US) durante due sessioni di registrazione separate effettuate alla 14a e alla 18a settimana di gestazione. I feti sono stati videoregistrati per 20 minuti in ogni sessione e le registrazioni video sono state digitalizzate con un software appositamente sviluppato per l’analisi cinematica off-line. Tre principali categorie di movimenti del braccio sono state isolate e successivamente analizzate: a) movimenti auto-diretti, compresi i movimenti da mano a bocca e da mano a occhio; b) movimenti non mirati, che comprendono movimenti diretti verso la parete uterina; e c) altri movimenti diretti, inclusa la mano alla schiena e la mano alla testa del gemello. L’analisi dei profili cinematici per le diverse categorie di movimenti ha confermato l’ipotesi degli autori secondo cui questi primi contatti non si verificano accidentalmente, ma riflettono la pianificazione motoria. In linea con l’ipotesi del pre-cablaggio sociale è stato evidenziato come i tempi di decelerazione e durata del movimento siano più lunghi per i movimenti diretti agli altri che per i movimenti verso il sé o la parete uterina. Queste differenze nei profili cinematici sono sorprendentemente coerenti tra i feti e mantenute indipendentemente dal periodo di gestazione considerato, suggerendo che già a partire dalla 14a settimana di gestazione il contatto intra-coppia derivi dalla pianificazione e dalla performance dei movimenti sociali che obbediscono a specifici schemi cinematici.

In conclusione, questo studio dimostra come le “azioni sociali” siano già state eseguite nel secondo trimestre di gestazione. A partire dalla 14a settimana di gestazione, infatti, i feti gemelli pianificano ed eseguono movimenti specificamente rivolti al co-gemello. Le interazioni prenatali “sociali” descritte in questo studio dimostrano la propensione congenita alla socialità. In futuro sarà cruciale chiarire la relazione tra l’origine fetale del comportamento sociale e lo sviluppo normale e anormale del cervello. Poiché i modelli comportamentali fetali riflettono direttamente i processi evolutivi e maturativi del sistema nervoso centrale fetale, si potrebbe ipotizzare che i modelli sociali possano rappresentare i primi indicatori della comparsa di disturbi dello sviluppo che influenzano la dimensione sociale del comportamento.

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