La paura vien di notte – incubi: fattori di rischio e protezione

Buongiorno a tutti/e, oggi vorrei parlarvi di un fenomeno molto comune che colpisce una buona percentuale di bambini: gli incubi.

Gli incubi infantili, che si manifestano più frequentemente dai sei ai dieci anni, possono essere definiti come sogni in cui viene sperimentata un’emozione negativa, ad esempio, ansia e/o tristezza che spesso portano al risveglio del sognatore che ricerca subito la presenza dei genitori per essere rassicurato. Questi fenomeni di solito non sono causati da nessun disturbo mentale o fisico ed hanno come temi tipici: l’ essere inseguiti, qualcosa di spaventoso come mostri o insetti, lesioni o morte di una persona vicina e disastri.

Spesso si tende a confondere gli incubi con gli episodi di pavor nocturnus, chiamato anche “disturbo da terrore nel sonno”, annoverato tra le parasonnie, cioè comportamenti anomali che si verificano durante il sonno.

Essi avvengono in fasi diverse del sonno: il pavor nocturnus si manifesta nella fase di sonno profondo (nel pieno della notte), mentre gli incubi avvengono nella fase REM (nelle prime ore del mattino), e a differenza degli incubi, di cui i bambini sanno raccontare il contenuto,  gli episodi di terrore nel sonno sono spesso seguiti da amnesia da parte dei bambini che al risveglio non hanno alcun ricordo della crisi.

Nell’eziologia degli incubi, si possono individuare quattro gruppi di possibili variabili: fattori genetici, personalità, stress e traumi. In uno studio condotto da Michael Schredl, Dorothea Blomeyer, Michaela Görlinger (2000) si è studiata la relazione tra la frequenza degli incubi e la qualità, abitudini del sonno e altre variabili in un campione di bambini di età compresa tra 6 e 11 anni.  Il campione era composto da 300 bambini e la valutazione è stata effettuata con un questionario consegnato ai genitori che analizzava: la frequenza e la qualità del sonno del bambino, aspetti della personalità dei bambini, presenza di problemi scolastici, il consumo quotidiano di tv e la presenza di fattori di stress attuali o passati come ricoveri ospedalieri, malattie croniche, decessi di persone vicine al bambino, incidenti, catastrofi naturali, divorzi e separazioni. I risultati hanno mostrato che la frequenza degli incubi è maggiore nelle bambine rispetto ai bambini e, come previsto, i bambini con problemi scolastici e che avevano sperimentato almeno un evento stressante (in particolare il divorzio dei genitori) avevano incubi più frequentemente. 

Questi risultati ci mostrano come sia normale che, per i primi sei mesi successivi ad un evento vissuto come stressante, il bambino manifesti degli incubi che tenderanno a diminuire quando il bambino si sarà adattato.

Ma cosa fare di fronte ad un incubo?            

Tranquillizzare il bambino parlandogli con calma e delicatamente trasmettendogli sicurezza e protezione, senza sgridarlo, farlo sentire in colpa o minimizzando il suo vissuto emotivo, ma accogliendolo e verbalizzandolo.

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